All’inizio del Settecento, quando l’antica cinta mura di Montecchio perse la sua funzione difensiva, il borgo scelse di aprirsi alla vita civile e comunitaria. Fu così che la cinta muraria venne allargata per costruire abitazioni e botteghe, inoltre nacquero la Casa Comune, l’Arcipretura, le sedi delle Confraternite e il Forno Panicolo come dei veri e propri luoghi di incontro, lavoro e preghiera.

È proprio in questo periodo che si hanno le prime notizie del Palazzo e della famiglia Ferdinandi-Piccini, proveniente da Foligno, destinata a intrecciare la propria storia con quella del paese, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale del borgo.
Nei secoli, il nome dei Ferdinandi ha continuato a risuonare tra le vie di Montecchio. Alla fine dell’Ottocento, Sebastiano Ferdinandi, erede di quella stessa passione per il paese, ne fu Sindaco per venticinque anni. Con dedizione e coraggio, lavorò perché Montecchio tornasse a essere pienamente sé stesso: un piccolo borgo libero, fiero delle proprie radici e della propria storia.

 

Nel 2023 abbiamo acquistato il Palazzo e, con esso, abbiamo intrapreso un viaggio nel tempo: un percorso di restauro e recupero che restituisce vita e anima a questa dimora carica di storia e di memoria. Pietra dopo pietra, lavoro dopo lavoro cerchiamo con ogni intervento di raccontare tutta la sua storia e di farla emergere dalle pareti. Le opere, ancora in corso, vogliono renderlo uno spazio accogliente, dove il passato e il presente si incontrano in perfetta armonia. In ogni spazio, nulla è affidato al caso. Ogni dettaglio è pensato per accogliere, per offrire comfort e per invitare al relax. La musica, nostra firma e passione, accompagna questo racconto e lo trasforma in esperienza: un’armonia di gesti, silenzi e bellezza senza tempo. Palazzo Ferdinandi tornerà a vivere, intrecciando memoria e contemporaneità.

 

Ci riserviamo di effettuare ricerche approfondite e di aggiornarvi su tutte le scoperte che faremo.