Tra le pieghe dolci della valle del Tevere, Montecchio si svela come un piccolo gioiello medievale adagiato sul versante ovest del Monte Croce di Serra.

La storia di questo territorio inizia da molto lontano. Infatti, già in epoca preromana la zona era occupata da popolazioni appartenenti alla civiltà Umbro-Etrusca, come dimostra la vasta Necropoli rupestre del Vallone di San Lorenzo.


La trasformazione da insediamento a fortificazione
 avvenne con la costruzione delle prime antiche mura, erette dai Normanni come misura difensiva nella loro lotta contro il Ducato Spoleto.

Nei secoli, Montecchio visse l’alternarsi dell’autorità di Baschi e Todi, fino a divenire possedimento dello Stato Pontificio sul finire del Quattrocento.
Nei primi anni del cinquecento la signoria passò alla famiglia Atti di Todi e successivamente ai Corsini.
Nel 1948 il borgo acquistò la sua piena identità di Comune italiano.

Nei vicoli silenziosi del centro storico, una breve passeggiata permette di apprezzare i vari scorci pittoreschi rievocando un dolce ricordo del passato.
A sud-est si erge la Porta maggiore, antico varco d’ingresso al castello, con il suo arco a tutto sesto e la torre sovrastante che un tempo custodiva i locali del Corpo di Guardia. Poco più avanti, una seconda porta introduce al cuore originario del borgo, dove pietra e memoria si fondono.
Nel centro dell’abitato si innalza la Chiesa di Santa Maria Assunta, la cui costruzione risale al 1400. La facciata, più volte trasformata, era in origine semplice e priva del campanile a torre, aggiunto solamente nel 1616. Al suo interno, le grandi tele che ornano le pareti raccontano la devozione e la vita delle confraternite che ne animarono la storia.

 

Montecchio ha ricevuto anche il riconoscimento dall’associazione i Borghi più Belli d’Italia.